Quando arriva l’inverno in Friuli Venezia Giulia, si spalancano davanti agli occhi una serie di percorsi poco frequentati, che di norma restano fuori dal radar del turismo di massa. Sono proprio gli amanti della camminata con le ciaspole a conoscere bene questi luoghi. Forni di Sopra, piccolo borgo incastonato nel cuore della Carnia, si presta come base ideale per partire alla scoperta di angoli naturali che sembrano lontani anni luce dall’urbanizzazione. L’aria fresca, quasi tagliente, e il silenzio ovattato della stagione fredda esaltano la bellezza di boschi secolari e di ampie piste immerse nel verde, mantenute con grande attenzione. Ma non è solo questo: poco lontano si estende il Parco Naturale delle Dolomiti Friulane, rifugio per chi cerca tranquillità fuori dai soliti percorsi turistici. L’offerta è varia e spazia da passeggiate leggere a escursioni che richiedono più impegno.
Il paesaggio cambia parecchio lungo i sentieri: si passa da valli dal clima più temperato a cime che spuntano nitide contro il cielo. Lungo il tragitto si può notare la presenza di tradizionali casere di montagna, piccoli edifici che raccontano di una cultura pastorale ancora viva – un dettaglio non da poco –, circondate da boschi di conifere che regalano suggestioni uniche, a prescindere dalla stagione. Chi decide di avventurarsi qui d’inverno può contare su sentieri curati e battuti, frutto della dedizione degli operatori locali e delle comunità del territorio. E non si tratta solo di una questione sportiva: camminare su questi sentieri significa entrare in contatto diretto con la storia e il volto autentico di una montagna friulana che conserva tutta la sua natura.
Ciaspolata tra tradizione e natura a Forni di Sopra
A partire dalla frazione Vico — dove si parcheggia senza problemi — si apre uno dei percorsi più gettonati della zona. Si segue una pista forestale ben sistemata e abbastanza ampia, molto gradita da chi ama camminare in inverno. Il tracciato procede con pendenze contenute, adatte a chi, pur non essendo un esperto, possiede una buona base atletica, così da avanzare spediti senza affaticarsi troppo. Dopo circa quattro chilometri si arriva a un gruppo di stavoli chiamati “Puonsas e Duvies”, costruzioni caratteristiche un tempo usate dai pastori durante la bella stagione o per i lavori nelle montagne.
Quelle casere sono un legame concreto con l’uso tradizionale del territorio e, con qualche intervento, sono state valorizzate anche per il loro valore culturale. Oltrepassato un piccolo corso d’acqua, si incontra il sentiero 208 che va in direzione malga Tragonia. Qui si può decidere di sostare o proseguire verso la casera Tartoi, che si trova a 1711 metri sul livello del mare: punto di riferimento per chi frequenta queste montagne, anche se in inverno l’accesso può essere limitato. Poco oltre, il tracciato raggiunge la forcella Risumiela — detta “forcella della Croce” — da cui, se il tempo si fa bene, si spalanca una vista panoramica fino alla zona di Sauris.

Affrontare l’itinerario: tempo, dislivello e consigli pratici
Per completare il giro ci vogliono circa tre ore di cammino, camminando a ritmo costante e senza considerare le soste. Il dislivello totale si aggira intorno agli 800 metri, con una difficoltà che si può definire moderata. Però, l’esperienza nelle escursioni invernali è un fattore che non si può trascurare. Chi lavora in questo campo lo ricorda sempre: neve fresca e tratti ghiacciati possono complicare le cose e aggiungere fatica, specialmente per chi non è abituato a condizioni simili.
Spesso, chi vive in città tende a sottostimare quanto conti prepararsi a dovere, sia dal punto di vista fisico che tecnico. L’equipaggiamento giusto — con abiti caldi e impermeabili, bastoncini, scarpe adatte per la neve — evita brutti inconvenienti. Prima di incamminarsi, meglio controllare il meteo e lo stato della neve, specie in montagna dove il tempo cambia in fretta. Se il sentiero è poco battuto o le condizioni non sono chiare, si fa meglio a partire nelle ore diurne e a calcolare tempi più lunghi per raggiungere ogni tappa in sicurezza.
Il tracciato parte quindi da Forni di Sopra, frazione Vico, tocca gli stavoli Puonsas e Duvies, prosegue al bivio per malga Tragonia e poi raggiunge la casera Tartoi, per finire alla forcella Risumiela, variante panoramica molto apprezzata. L’esperienza è l’occasione per riscoprire il legame con la montagna friulana, un angolo spesso ignorato dal turismo più tradizionale. E chi percorre queste vie ogni giorno se ne accorge: qui il territorio mantiene una naturalezza e un silenzio – dir poco – che meritano rispetto e attenzione.