Orto a marzo: le coltivazioni migliori e i raccolti più abbondanti da avviare in primavera

Con il primo vero soffio di marzo, chi ha l’orto in mente comincia a dedicarsi alle attività tipiche di questa stagione – col pensiero rivolto a un clima più clemente, ma senza mai sottovalutare la possibilità di qualche brusco ritorno di freddo. L’attenzione al terreno diventa più selettiva e la programmazione – insomma, quella fase di preparazione – non si può prendere alla leggera se si vuole contare su un raccolto ben distribuito nelle settimane future. Non è solo una questione di praticità: la cura del suolo in questo frangente può davvero fare la differenza tra una stagione soddisfacente e una rinuncia anticipata.

A ogni angolo d’Italia, con la ripresa della vegetazione, si apre una fase di lavoro fatto in modo certosino: eliminare le erbacce che si sono accumulate durante i mesi freddi, rivoltare la terra con delicatezza e predisporla per le nuove coltivazioni. Ecco, il bello (o il brutto) di marzo sta proprio in questo: le condizioni metereologiche – ancora fortemente mutevoli – impongono una gestione attenta e poco scontata. Si tratta, insomma, di trovare una via di mezzo tra la voglia di mettere a dimora e il rischio di dover ricominciare da capo.

Chi di orticultura ne capisce un po’ sa che non si può procedere a cuor leggero quando si affronta la semina: tipo, ogni pianta ha i suoi tempi e modi, e cambiano pure a seconda del clima e del piccolo ambiente in cui vive. Per parecchie varietà, insomma, conviene partire dal semenzaio – un posto più caldo e protetto – per poi spostarle fuorni quando il fantasma della gelata si allontana. Gestire bene tempi e modi non è questione da poco, se si vuole evitare di vedere il raccolto rovinato da imprevisti e, soprattutto, ottenere il massimo dalla fatica fatta.

Cosa seminare e coltivare in marzo per un orto produttivo

Marzo è il mese giusto per mettere mano a una varietà di ortaggi che amano le prime temperature primaverili. Ad esempio, quelle colture – che richiedono un po’ più di tepore per iniziare a germogliare – trovano il loro spazio nel semenzaio: pensiamo a angurie, melanzane, zucchine, peperoni e melone. Se lasciate al freddo, rischiano di soffrire parecchio, quindi – con un ambiente protetto – crescono meglio e prendono forza.

Orto a marzo: le coltivazioni migliori e i raccolti più abbondanti da avviare in primavera
Orto a marzo: le coltivazioni migliori e i raccolti più abbondanti da avviare in primavera – casamagaldi.it

Ci sono però ortaggi altrettanto validi che non disdegnano temperature più basse e, soprattutto, si possono seminare direttamente in piena terra. Tra questi, piselli, carote, cipolle, lattuga e cavoli spiccano per adattabilità. Dove vivete conta assai: nel Nord Italia, con inverni più severi, bisogna andare piano, mentre al Centro-Sud le condizioni più miti consentono spesso di anticipare qualche semina senza azzardare troppo.

Un dato che spesso si sottovaluta: l’organizzazione degli spazi in città può cambiare le carte in tavola. Vasi, serre, mini serre… sono elementi che diventano amici preziosi per tenere al riparo le piantine dallo sbalzo termico di marzo. Seminare in semenzaio affinché le piantine siano più forti e pronte alla trapiantazione è una buona mossa. Per esempio, basilico e prezzemolo sembrano apprezzare parecchio questo trattamento, accelerando quel ciclo che, fuori, andrebbe più lento.

I lavori indispensabili e le precauzioni per evitare problemi climatici

Quando marzo arriva, è il terreno a richiedere più attenzioni – non si scappa. Prima di mettere i semi nuovi in terra, una passata missione: eliminare tutte le erbacce nate d’inverno, liberare il campo da ciò che resta delle colture passate e arieggiare la terra per renderla più soffice. Poi, via con l’aggiunta di compost o concimi naturali, così da nutrire di più la terra in vista delle nuove piantine.

La distribuzione del fertilizzante si fa con calma e precisione: si sparge solo dove serve, e poi si interra con cura sia in aiuole che nei vasi. È un dettaglio non da poco, perché il rilascio graduale di nutrienti aiuta un buon sviluppo delle piante e riduce il rischio che soffrano per mancanza di nutrimento.

Non va dimenticato: marzo è anche il mese delle gelate improvvise. Chi abita in zone montagnose o dove il clima tende a fare scherzi lo sa bene. Perciò, è sempre una buona idea tenere a portata di mano teli o coperture leggere per proteggere le piante più fragili. Le colture in vaso, in particolare, soffrono maggiormente quando il temperatura cala all’improvviso.

La cura con cui si fanno tutte queste operazioni nel mese d’inizio primavera influisce direttamente sulla quantità e sulla qualità dei frutti estivi. E c’è un aspetto che in pochi considerano: anche chi ha un piccolo angolo verde in città sta imparando da qualche tempo a fare attenzione a queste cose, comprendendo bene quanto conti prevenire problemi climatici per avere sempre un raccolto degno di nota.