Libro o musica per dormire: quale dei due favorisce il sonno più profondo e riposante

Capita spesso – nelle città italiane, ma non solo – di sentirsi fisicamente esausti mentre la mente corre ancora a mille. Non si passa dal pieno stato di veglia al sonno in un attimo: serve un tempo in cui il cervello piano piano rallenta. E qui sta il problema: luci artificiali, cellulari e tablet tengono il cervello sveglio, rendendo lento quel passaggio così delicato. Quante volte manca quel momento di relax tra il caos della giornata e il momento di stendersi? Spesso è proprio la mancanza di calma a bloccare il naturale avvio del sonno.

In quei momenti – e succede spesso – molti ricorrono a piccoli rituali: leggere un libro o ascoltare delle melodie leggere. Ma agiscono su livelli diversi: la lettura sposta l’attenzione da pensieri pesanti, riduce il ritmo della mente. La musica, invece, ignora un po’ la testa e si concentra sul corpo – che comincia a rilassarsi davvero, aprendo la strada al sonno. È un dettaglio non da poco, soprattutto per chi vive in città e ha una mente sempre in fibrillazione prima di dormire.

Come la lettura prepara il cervello al sonno

Leggere prima di coricarsi è un’abitudine più diffusa di quel che si pensa, spesso adottata per rilassarsi davvero. Però, non tutti i testi sono uguali: la semplicità di ciò che si legge – insieme a chi legge – fa la differenza. Un libro chiaro, che scorre bene, aiuta a scacciare pensieri noiosi o stressanti. In questo modo la testa rallenta, il cervello si calma. E così, anche se il corpo è stanco, il sonno può arrivare prima.

Un elemento da considerare riguarda il supporto stesso: i libri di carta – e lo dicono in molti – funzionano meglio, perché non emettono quella fastidiosa luce blu. Al contrario, con gli e-reader o smartphone, quella luce non dà pace al cervello e ritarda il momento di dormire. Anche il tipo di testo influisce: letture complesse o piene di emozioni forti esaltano la mente, facendo l’effetto opposto.

Quando la lettura diventa un segnale di transizione, la scelta deve andare a contenuti semplici e a un ambiente tranquillo, senza troppi rumori o distrazioni. Così il cervello capisce: adesso si va a dormire. Se invece il corpo è teso o difficilmente si rilassa nel silenzio, leggere potrebbe non bastare – ecco perché.

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Libro o musica per dormire: quale dei due favorisce il sonno più profondo e riposante
Una donna legge un libro a letto prima di dormire, in un ambiente illuminato delicatamente da una lampada da comodino. – casamagaldi.it

La musica rilassante come supporto al rilassamento fisico

Cosa scegliere, se il problema è spegnere il cervello? C’è chi preferisce la musica, soprattutto chi fatica a non pensarci una volta cosparsi sul cuscino. La musica è diversa dalla lettura: non serve impegnare la mente, anzi, il corpo può restare fermo mentre il sistema nervoso riceve il messaggio di relax. E cosa succede? Scende la frequenza cardiaca, cala la pressione, lo stress si allenta – il cosiddetto sistema parasimpatico inizia a fare il suo lavoro, rendendo più semplice entrare nel sonno.

Il ritmo conta molto. Brani troppo vivaci, con variazioni forti o testi emozionanti, tengono alta l’attenzione e allungano il risveglio. Meglio preferire melodie regolari, volumi bassi, ascoltate in posti silenziosi, dove si può stare tranquilli.

Come si ascolta fa la differenza. Cuffie o auricolari a volte danno fastidio o fanno sentire troppo ogni rumore intorno. Un sottofondo leggero, invece, è più accettabile e aiuta davvero. L’idea è di accompagnare il corpo al sonno, senza distrarre o stimolare troppo l’attenzione.

Chi di tensioni muscolari soffre, o non tollera il silenzio, trova spesso nella musica un vero alleato, specie nelle grandi città dove il rumore può diventare fastidioso o la quiete manca quasi sempre.

Come scegliere la strategia più efficace per sé

Non c’è una risposta chiara su cosa preferire: musica o lettura lavorano su piani diversi, ma entrambi hanno un senso. La lettura calma quella testa sempre in movimento – ecco chi ha un “cervello iperattivo” che non si spegne facilmente la apprezza. La musica, invece, fa rilassare il corpo, utile se si ha tensione o agitazione fisica.

Viviamo ognuno situazioni particolari, e allora la soluzione varia: la mente corre ancora? Un libro semplice può aiutare. Se il fastidio è di natura fisica o legato al silenzio, la musica è spesso più indicata.

C’è anche chi prova a mischiare: qualche pagina di lettura, poi poca musica. Cambiare ogni tanto può aiutare. Importante è tenere una routine – perché il cervello ama le abitudini e associa certi gesti al relax e al sonno.

Se poi i disturbi del sonno si protraggono – con stanchezza diurna o sbalzi d’umore – meglio rivolgersi a uno specialista. Il sonno è una colonna portante della nostra salute, e capire cosa non va è il primo passo per star meglio davvero.