Hai il tappetino sotto, i piedi ben piantati sul pavimento e – mani leggere dietro la testa – parti col movimento: su, giù, su di nuovo. Ma ecco che arriva quel fastidio al collo e la schiena comincia a farsi sentire. Ti verrebbe da chiederti se il crunch funzioni davvero, e perché spesso si percepisce più tensione nella zona cervicale piuttosto che sugli addominali. Diciamolo: questo esercizio, celebre dappertutto, è tra i metodi più scelti per tonificare l’addome, ma anche quello più spesso fatto male. Lo trovi ovunque: in palestra, a scuola, nei video su YouTube… però, quella sua apparente semplicità cela trappole che limitano i risultati e aumentano i rischi di dolore. Professionisti del settore sottolineano come pure chi ha esperienza spesso inciampi, e correggere questi errori fa davvero la differenza tra un crunch efficace e uno che ti fa solo male.
Come si fa davvero un crunch? Chiarezza sulle basi
Capire come si esegue il crunch nel modo giusto serve per evitare dolori e guadagnare risultati. Prima cosa: non va confuso con un sit-up o con un sollevamento in pieno busto. È un movimento contenuto, dove il protagonista è il retto dell’addome, quel muscolo che crea quel famoso “six-pack”. L’obiettivo? Avvicinare con controllo le coste al bacino, facendo “accorciare” il busto, mentre la zona lombare resta ben aderente al tappetino. Il crunch giusto sembra quasi voler tirare l’ombelico in direzione dello sterno, senza strappi o forzature.
Purtroppo, però, la realtà è diversa: spesso si fa tutto troppo in fretta e con un’escursione troppo ampia. A quel punto, il collo finisce per lavorare più del dovuto – e non dovrebbe mai guidare il movimento –, con dolore o indolenzimento come segnali inequivocabili. Bisogna pensare al busto che “si arrotola” in alto, con gli addominali che stringono; lo spostamento va mantenuto piccolo e controllato: più vale la precisione, non la quantità o la velocità. Direi che è qui il trucco per un crunch sicuro ed efficace.
I sette errori che ti allontanano dai risultati e come evitarli
Uno sbaglio tipico? Tirare troppo la testa con le mani. Spesso le dita finiscono annodate dietro la nuca, mentre il mento si avvicina troppo al petto: il collo soffre e i muscoli trapezi si ingolfano. Così perdi qualità e compaiono fastidi. La soluzione è semplice: basta sfiorare appena le orecchie con le dita, mantenere il mento un filo distaccato dal petto – come se tenessi in bocca una piccola mela – e lasciare che la testa si muova con il busto, senza anticiparlo.
Un altro errore grave? Staccare la zona lombare da terra. Con quel comportamento, il crunch si trasforma in un sit-up e i muscoli flessori dell’anca prendono il sopravvento, caricando troppo la parte bassa della schiena: si rischiano dolori. Il segreto è mantenere il contatto tra zona lombare e tappetino, concentrando il lavoro sulla parte alta della schiena e sulle scapole. Un modo per farlo? Immaginare di spremere una spugna sotto la schiena, senza perderla dal pavimento.
Velocità esagerata? Quella è una piaga, davvero. Andare troppo veloci significa sfruttare l’inerzia più che il muscolo, e il crunch perde senso. Il giusto ritmo prevede 1-2 secondi per salire, una pausa breve e 2-3 secondi per scendere con controllo. Ah, e mica da poco: trattenere il respiro – specie nei mesi più freddi – mette sotto stress collo e schiena e fa lavorare meno gli addominali. Meglio respirare bene: espira di salire, inspira mentre scendi.
La postura di piedi e gambe conta più di quanto si creda. Piedi che si sollevano, ginocchia che si aprono a casaccio, appoggi deboli: una via sicura per perdere equilibrio e forza. Sta scritto che i piedi devono piantarsi sodi a terra, le ginocchia piegate a circa 90 gradi, le anche allineate alla larghezza del bacino. Se la posizione è difficile, meglio usare un supporto – una sedia o un divano – per dare stabilità alle gambe.
Un mito da sfatare riguarda il dimagrimento localizzato. Più crunch non vuol dire più grasso che se ne va dall’addome. Senza una dieta sensata e un’attività che coinvolga tutto il corpo, fai fatica a vedere i risultati. Quindi, meno quantità e più qualità: 2-4 serie da 10-20 ripetizioni lente e controllate. L’allenamento va combinato col resto, insomma, altrimenti ti stai solo illudendo.
Ultima cosa: limitarti solo al crunch dessserebbe un errore. Il core è fatto da tanti muscoli: profondi, obliqui, lombari… saltarne qualcuno rischia di creare squilibrio, dolori e problemi posturali. Un buon programma deve alternare crunch a esercizi per la stabilità, come il plank, così da coinvolgere tutta la “zona centrale” e tenere in salute schiena e funzionalità generale.

Come impostare un crunch efficace senza rischi
Facciamo così: disteso supino su un tappeto, ginocchia piegate e piedi larghezza bacino, mettendo bene il bacino che deve far aderire la zona lombare al pavimento in modo naturale, senza forzare nulla. Se senti fastidio, rallenta o fermati subito.
Mani posizionate appena dietro le orecchie, gomiti aperti, oppure braccia incrociate sul petto; spalle rilassate e lunghe, lontane dalle orecchie. Punta lo sguardo su un punto fisso sul soffitto, così il collo resta lungo e non si piega troppo. Inspira con calma prima di partire.
Quando sollevi il busto, espira lentamente mentre tiri coste e bacino più vicini, sollevando solo i primi centimetri della parte alta della schiena. Conta fino a due dentro la testa, per mantenere ritmo e dolcezza. Se senti il collo tirare, stai esagerando con l’ampiezza del movimento. Stop al troppo.
In cima, ferma un attimo senza schiacciare il mento sul petto. Poi inspira piano mentre torni verso il basso, vertebra per vertebra, controllando sempre il contatto della zona lombare col tappeto. Dettaglio spesso trascurato, ma fondamentale: la gestione del respiro. Chi vive in città, dove l’aria spesso è pesante, sa quanto possa essere difficile respirare bene e mantenere la calma: invece, aiuta davvero.
Un trucco? Immaginare di schiacciare una spugna sotto la schiena ad ogni ripetizione: così non perdi mai l’appoggio corretto. Se spunta un dolore acuto a schiena o collo, meglio fermarti e consultare qualcuno – un professionista, per dire. Per chi sta bene, 2-4 serie da 10-20 ripetizioni lente e controllate sono più che giusti, con la possibilità di adattare al proprio livello.
Il crunch fatto con metodo e attenzione resta uno degli strumenti più utili per rinforzare il core. Sempre meglio inserirlo in un programma più ampio, che comprenda mobilità e allenamento globale del corpo. Insomma, curare la tecnica oggi vuol dire evitare guai domani, costruendo basi solide per la schiena e per un addome saldo.