Nei giorni freddi delle feste invernali, un aroma antico aleggia grazie a un dolce tipico della Valle d’Aosta, noto per la sua forma unica e la croccantezza fragrante. Le tegole valdostane sono biscotti sottili, fatti con frutta secca, che incarnano alla perfezione come pochi ingredienti semplici possano raccontare un territorio. Mandorle e nocciole si mescolano con zucchero, uova e farina, disegnando un sapore tipico – che porta con sé tradizioni di lunga data – mentre la forma ricorda le tegole dei tetti, tanto caratteristiche da diventare simbolo visivo riconoscibile. Chi li prepara sa che, seppur facile, la ricetta lascia spazio a qualche personalizzazione: qualche tocco in più, qualche aroma, insomma. La semplicità è uno dei loro punti forti, capace di conquistare diversi palati mantenendo ancorata la ricetta alla cultura della regione.
Come preparare le tegole valdostane e le varianti possibili
Per iniziare, mandorle e nocciole si riducono in polvere assieme allo zucchero, ottenendo una base omogenea che regala gran parte del sapore. A questa si aggiungono albumi montati a neve, che conferiscono leggerezza senza appesantire il tutto. Dopo, si incorpora burro ammorbidito, farina e un pizzico di vaniglia – meglio se naturale, per non snaturare il gusto. L’impasto va poi steso in dischi sottili su carta da forno, e infornato a 180 °C: il tempo? Poco meno di dieci minuti. Quella croccantezza tipica, infatti, richiede calore preciso e tempistiche attente: ogni forno è diverso – soprattutto quelli domestici usati in città – quindi calibrare bene il tutto è d’obbligo, perché un attimo e… si rischia di bruciarli o ritrovarsi con biscotti molli. Chi ama sperimentare può aggiungere gocce di cioccolato, scorza d’arancia o un tocco di cannella: piccoli dettagli, ma l’effetto cambia – e in meglio. Un pizzico di sale? Giusto, esalta il sapore della frutta secca senza coprirlo. Qualche varianza al burro – margarina, olio vegetale – c’è, però la texture cambia assieme al gusto. Il bello del mix di mandorle e nocciole sta proprio lì: due frutti secchi diversi che insieme regalano un equilibrio unico, dolce ma intenso, non vanno mai presi singolarmente.

Conservazione, presentazione e abbinamenti ideali
Dopo la cottura, meglio far raffreddare le tegole senza fretta, così mantengono la loro croccantezza, una vera protagonista. Per conservarle, il contenitore ermetico è un must, perché l’umidità fa danni veri. Si possono congelare per chi le vuole tenere a lungo: l’errore più comune? Mangiarle appena tolte dal freezer. Hanno bisogno di recuperare la temperatura ambiente, così recuperano tutto il profumo e il carattere originario. Sul versante estetico, un piatto elegante con una spolverata di zucchero a velo fa sempre la sua figura; disposte a ventaglio o in piccoli mucchietti, poi, diventano irresistibili. Chi vuole fare un salto in più aggiunge rametti di rosmarino o frutti di bosco di stagione, un contrasto che non stona e dà freschezza al quadro. Al palato, l’abbinamento classico è un vino dolce come il Malvasia delle Lipari DOC Passito, perfetto per esaltare le note aromatiche delle tegole. Tè nero speziato o un espresso? Scelte senza tempo, che d’inverno ci riportano alle radici, alle abitudini diffuse e al calore della memoria gastronomica regionale italiana.