Nel cuore di Parigi, lontano dal caos quotidiano, si cela un mondo nascosto che non molti conoscono ma che racconta tante storie. A una profondità di circa venti metri, sotto l’asfalto e il rumore, corre una vasta rete di gallerie scavate nella pietra: qui giacciono i resti di milioni di persone. Le Catacombe di Parigi sono soltanto una piccola fetta delle cave sotterranee, un intricato sistema che si estende per centinaia di chilometri sotto la città. Un tempo, quegli spazi fungono da vasto ossario urbano, oggi rappresentano un testimone fedele di un passato segnato da sfide sanitarie e profonde trasformazioni.
Entrare in questi tunnel vuol dire lasciare alle spalle la luce della superficie, immergendosi in un’atmosfera sospesa e silenziosa. Le pareti di pietra si alternano a montagne di ossa, creando un ambiente immobile e carico di ricordi, un custode muto di molteplici vite e storie del passato. Più volte la città ha poggiato letteralmente su questa complessa trama sotterranea, che giorno dopo giorno rivela tracce concrete di secoli di evoluzione urbana.
Il sottosuolo prima dell’ossario: origini e sviluppo delle gallerie
Lo strato geologico sotto Parigi affonda le sue radici in tempi remoti. Diciamo che tra i 40 e i 48 milioni di anni fa, un mare tropicale copriva ciò che oggi chiamiamo valle della Senna, depositando uno spesso strato di calcare lutetiano. Proprio questo materiale, sfruttato fin dall’epoca gallo-romana soprattutto lungo la valle della Bièvre, costituisce la base di molte costruzioni parigine.
Nel Medioevo, con il boom della città, scavi ed estrazioni si intensificarono dando origine a una rete complessa di gallerie e camere sotterranee molto estese e – diciamolo – quasi invisibili da fuori. Oggi, percorrendole tutte insieme, si superano i 300 chilometri. Provate a immaginarlo: sotto le nostre strade, in città, c’è un sistema così vasto che non si vede.
Il salto di funzione arrivò nel XVIII secolo. I cimiteri di Parigi erano strapieni, un problema serio: fosse sovrapposte, pozzi contaminati, case a rischio. Per evitare un disastro sanitario, si decise di trasportare i resti umani nelle gallerie abbandonate, a Tombe-Issoire. La movimentazione avveniva di notte, con carri coperti e ossa calate giù dai pozzi. Nel 1786 nacque ufficialmente il Ossuario municipale di Parigi, dando vita alle Catacombe come le conosciamo oggi.

Oggi tra pietra e ossa: come si visita un luogo carico di memoria
Visitare le Catacombe non è una passeggiata. Il percorso richiede un minimo di preparazione: si cammina in ambienti freschi – sui 14 gradi tutto l’anno – e umidi, con passaggi che vanno da tratti agevoli a zone più irregolari. Le pareti rivelano segni evidenti di formazione naturale e di interventi di rinforzo pensati per la sicurezza, dettaglio non da poco.
L’illuminazione artificiale guida lo sguardo in profondità, giocando con ombre e luci che amplificano la sensazione di isolamento. All’interno si trovano strutture architettoniche ispirate al mondo classico: pilastri robusti, sarcofagi incassati, altari e decorazioni che ordinano – in modo sistematico, quasi scientifico – le pareti di ossa. Non uno spreco di spazio, tutto pensato per una composizione estetica e simbolica.
Un elemento che spesso sfugge è il contrasto emotivo che nasce dall’unione del rigore formale con la palpabile presenza delle vite rappresentate da quei resti: storie scavate sotto i piedi raccontano molto di Parigi. Non è solo un sito turistico, ma un viaggio nel tempo, un modo per riflettere sul legame tra città moderna e memoria nascosta.
Da non dimenticare che il tratto visitabile è meno di un chilometro e mezzo, su un totale di gallerie molto più ampio. Negli ultimi tempi, visto l’afflusso di visitatori, si sono resi necessari lavori di manutenzione. Le Catacombe sono attualmente chiuse per consolidamenti e restauri. Al ritorno, si prevede un percorso più curato, capace di raccontare meglio la storia senza effetti spettacolari inutili. Insomma, la storia vera di Parigi – quella sotto – pronta a svelarsi ancora.